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Una lettera da un cicrista a un tumobilista

Caro automobilista,
ci incontriamo tutti i giorni, condividendo parte der nostro cammino, ma 'un abbian mai avuto occasion di comunicà. Vorei chiediti quarche cosa, che mi sta a cuore. Mi spieghi come mai, che malgrado tu abbi una patente ed io no, 'un mi dai quasi mai la precedenza a destra e raramente ti fermi allo stop se sto per arivà

Ed è forse per il fatto che il tu mezzo di trasporto è dieci vorte più ingombrante der mio, che quando mi sorpassi 'un mantieni mai le distanze di sicuressa, sfiorandomi pericolosamente; cosa che 'un faresti, se fusse un automeszo qualsiasi, con quattro rote, che lo rendeno ben più stabile di un povero cicrista come me? E perché mi sorpassi nei pressi dell'incroci vando sai che hai da girà a destra, tagliandomi bruscamente la strada? Ed è forse perché io 'un pago il bollo come te, che quando ti immetti in sulla via che sto percorrendo, infili ir muso della tu machina in sulla careggiata, costringendomi a fermammi oppure a schivatti con uno scarto in meszo alla via, co' perioli che ciò comporta?

Ed è forse perché io ho solo un misero campanello, mentre tu possiedi un potente claxon, che me lo fai assaggià in dell'orecchi, ogni vorta stai per sorpassammi, con l'aroganza che mi faccia da parte per lasciartti ir campo completamente libbero, pretendendo che io percora il mì cammino fori della careggiata?

Per quale motivo, mi sorpassi, per po' fermatti subbito doppo, e magari aprì anco lo sportello, incurante del fatto che sto per arrivà? Perché all'incroci, se io indico, cor braccio teso che sto per girà a sinistra, devo sempre accertammi che tu non mi stia sorpassando, quando è espressamente vietato, ignorando la mia indicazione di svolta, ritrovandomi così, sempre ir muso della tu macchina a pochi centimetri dalle mì gambe, e le tu bestemmie nell'orecchi? Perché ogni volta che mi stai sorpassando e allo stesso tempo incroci un veicolo, (che sarebbe comunque vitato) cerchi di scansà molto più lù, venendo a stringimi contro la parte destra della strada? Forse pensi che se danno ci fosse, la mì bicicrettaccia ammaccherebbe molto meno la tu machina, di uno scontro con un altro veicolo? O forse perché, urtando me, ti faresti molto meno male?

E forse è a causa del fastidio che ti arreca il mio misero fanalin, che incrociandomi di notte, se 'un ho altri veicoli alle spalle, mantieni l'abbaglianti in funzione, così che io brancoli acceàto?

Quando è che capirai che una bicicretta è a tutti l'effetti un comune veicolo e come tale lo devi trattà e se tu mi urtassi, in una dell'occasioni di cui sopra, in termini di sanzioni, ti gosterebbe esattamente come se fussi un autoveicolo qualunque, ivi compresi i bei punti sulla patente?

Però, anch'io ti devo chiede scusa per molte mie mancanze. Per esempio, se guido tutto infagottato d'inverno, che impaccia molti dé movimenti, ma sai, sulla mì bici un sono ancora riscito a trovà il pursante per accende il riscaldamento come fai tu nella tu machina. E scusami, se quando piove sono costretto a guidà con un ombrello, ingombrando ancor più la careggiata, ma spero che 'un sia per questo disagio che ti causo, che 'un rallenti mai, entrando in un boszo a me vicino, regalandomi un risciacquo gratuito di carsoni e bicicretta. Ti devo chiedere scusa anco per quelle vorte che cerco di scansà le bue nell'asfarto, come fai te; in fondo tu le scansi solo per 'un sentì quel fastidioso rollÏo che ti fa dindellà nel tu ber comodo sedile, a me invece le bue fan solo entrà il sellino in culo.

Comunque se anc'oggi ci incontrassimo, ti chiedo un grandissimo favore: so che mi daresti volintieri un passaggio per il pronto soccorso più vicino, ma anch'io come te, gradirei poté tornare tranquillamente a casa mia, senza scomodatti a dovetti obbligà a telefanà ar tu assiguratore e d'intaccà quer tu dannatissimo bonus-malus che 'un ti fa dormì.

Cordiali saluti e soprattutto, scusa tanto se esisto, ma ti giuro. che se potessi ne farei anco a meno.

Gavorchio

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