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Storiella

A tempi che in sulla Pesciatina lì all'Arancio, c'era ancora ir passaggio a livello, e le sbare vienivino manovrate a mano, il casellante, non solo doveva manovrà quelle della Pesciatina,

ma doveva alzà e abbassà anco velle di tre vie di sopra, così si doveva occupà di quattro passaggi a livello. Un giorno quando stava per arivà la littorina da Lucca verso la Garfagnana, il casellante abbassò, come faceva sempre, prima le sbare della Pesciatina e po' cominciò a abbassà anco vell'artre dei tre passaggi a livelli a monte.

Un ometto che era arrivo in bicicretta proprio mentre le sbare stavino per chiudesi, come succedeva guasi sempre, scese a piedi, e po' abbassandosi, ci passò di sotto e cominciò a attraverà i binari, ner mentre che il casellante manovrava l'argano del segondo passaggio a livello e guardava verso i monti, e siccome era un anco fanatico del bel canto, cantava a squarcia gola la Butterflay, così 'un s'accorse neanco di vell'ometto che era sgattaiolato di sotto, e po' l'avesse anco visto, 'un avrebbe ditto nulla, tanto, lo facevino tutti.

Però, ir cicrista, vando si trovò a passà le verghe, scivolò, cascò in tèra co la bicicretta e tutto, e un piede ni s'incastrò drento le verghe, e doveva anco essisi rotto quarcosa perché 'un nì risciva più levaccelo tanto ni faceva male.

Intanto da lontan, dalla parte di Lucca, si sentiva ir treno che fistiava. L'ometto lì per tèra cominciò a urlà: Casellanteeee...! Casellanteee! Ma quell'artro tra il rumore dell'argano e l'opera di Puccini che cantava a squarciagola, un sentiva.

Ir disgrassiato per tèra urlava a più non posso: Casellanteee...! Casellanteee..! Ma l'addetto continuava a manovrà l'argani senza girassi e il treno s'avvicinava.

L'ometto per tèra cercava di levà il piede dalle verghe ma il dolore era troppo forte, allora vedendo il treno a quelche cento metri, con quanto fiato aveva in gola urlava: Casellanteeee...! Casellanteee...! Il treno era a poche decine di metri quando il casellante finalmente si voltò e chiese. Che c'èeee? E l'ometto a terra col treno che arrivava urlò: O Coso...sta a sentì che stiocco...!

Gavorchio

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Gavorchio

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