A Viareggio, sabbato passato c'è stata la gara off shore: Viareggio
Montecarlo Viareggio.
Mi fa pensà che anco ir mì nonno nell’anni 30 vinse
la gara di patini: Viareggio-Cinquale-Viareggio. Ma ‘un era una
gara classica dove si doveva remà, in quell'occasion si doveva
spinge ir patino a noto senza usà le braccia. Difatti il concorrente
doveva tenè colle mano le code der patino e notà co’ piedi
per spingelo. A quella gara arteciponno tutti i migliori bagnini da Torre
del lago fin a la Spessia. E pensà che ir mi nonno faceva ir carsolaio
a Lappato e ir mare l’aveva visto sortanto un paio di vorte in
vita sua, ma siccome la fame è fame e lì c’erino
da guadagnà mille lire, che era una fortuna, ci vorse andà anco
lù. Ecco che si preparonno per la partensa, tutti in fila drento
al Burlamacca. Per incoraggià la corsa e per la propaganda fascista,
avevin misso dell’artoparlanti su tutta la spiaggia fin ar Cinquale,
così sur bagnasciuga che c’era una folla immensa, arebbin
potuto ascortà i discorsi e la musica.
Prima comincion co soliti discorsi de gerarchi fascisti, po’ per dà solennità all’avvenimento durante la gara sonon tutte canzoni der fascio.
Partitte la orsa e ir mi nonno si piassò subbito nelle prime posissioni. Sembrava assatanato.
Teneva ir patin a dù mano e dietro aveva una scia sembrava un motoscafo. Fece ir giro della boa ar Cinquale cor patin che guasi si n’arovescia a fa la curva. Quando passò ir traguardo a Viareggio era solo, vell’artri erin sempre a metà strada. Apprausi, complimenti, corona d’alloro, la coppa. E po’ fotografie, abbracci di belle tope viareggine, insomma un trionfo. Ma il casino successe quando lo intervistonno. Ar microfano in sur parco il presentatore ni chiese come avesse fatto a avé una preparassion atretica da campione olimpionico.
E lù candido candido, disse che era comunista e che i discorsi e le canzoni fasciste ni facevino girà le palle e n’avevino fatto da elica….
Artro che premio: ni toccò scappà di orsa e fassi la maratona Viareggio-Lappato inseguito da un’orda di squadristi in camicia nera che lo volevin gonfià di manganellate e purgallo co l’oglio di ricino.
Gavorchio