'Vando anni addietro là per le France io sbarcai,
a fammi intende da ve' 'Francesi subbito provai,
in sù' r'principio credevo d'arivacci facirmente
visto che lòro là', lo parlavin' così velocemente,
ma m' accorsi che un'era tanto facile da fassi,
anco se lì lo biasciavin' così ben' anco i ragassi.
Mi presi un' di 've' libbrini da mette n'sacca,
che ti diceva che "vache" doveva esse vacca,
ma quando c'èra quarc'un' che davanti mi parlava,
di sta' a cercà' in sù' llibbro ben' un' mi' tornava,
allora la mì' moglie, ch'era natìa di 've'r' paese,
quarche parolina assai facile, imparà mi fece,
magari anco per sapè' in dù'v' èro e ritrovà la via,
per potè' ritornà, senza propremi, a casa mia.
Così come si dicesse "pane", mi feci spiegà,
ne' r' caso in cui avessi ùto bisogno di mangià,
mi disse che " Pain "si diceva sempricemente,
e che l'arei dovuto chienì' per ben' in della mente.
Pan ? N' escramai sorpreso, certo che un' m'imbroglio!
Lo dicin' anco a Segromigno e così di fame un' moglio!
Gavorchio
Dal "mitico" Gavorchio, una descrizione della spremitura a freddo delle olive con foto e versi in vernacolo. Una chicca!
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