Augusto Deaolio
Di mercanti e di servi, al mondo narrasti
e col tuo canto struggente per un’amica,
nei cuori l’amore, come il seme gettasti,
ma nell’arida terra, crebbe sempre a fatica.
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Mentre alto nel cosmo, di Gordon, cammini,
si ripeton per sempre primavere di Praga,
e riscaldano ancora quei vecchi camini,
delle insazie belve che l’odio mai appaga.
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Da quei muti bambini, dal vento portati,
nacquero gemme per un figlio dei fiori,
e per uno come noi, e ad altri cento immolati,
il Dio dell’amore annientaron nei cuori.
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Per chi combatte contro l’odio e la rabbia,
canta o Augusto, le tue canzoni più belle,
e a me che rimane solo un pugno di sabbia,
dal tuo mondo di pace, salutami le stelle.