Nell'aprile 2002, MOHAMMAD BAKRI, arabo-israeliano, si
trova vicino alla città di Jenin con un gruppo di pacifisti israeliani,
palestinesi ed internazionali. Decide di entrare nel campo sotto assedio
con 2 macchine da ripresa. Non vuole fare un documentario: vuole mostrare,
lasciando parlare i cittadini. Accende le telecamere ed ascolta. Questo
che proponiamo è il risultato di quel lavoro. Molte levoci dei bambini,
nati, vissuti e destinati a crescere in perenne stato di guerra con la
violenza come compagnia abituale. In Europa e negli Stati Uniti il film
gira solo in circoli privati. Finchè 30 città italiane
decidono di proiettarlo.
Domenica 2 marzo - ore 21.15 CAPANNORI Centro Culturale di Tassignano
Andrea del Grosso
dell'associazione MEDIAZIONE-Progetti per il diritto
all'informazione.
presenta:
un'opera che non avrebbe dovuto essere vista a cura di: MEDIAZIONE e Collettivo Lu_cia in collaborazione con: Comune di Capannori, Osservatorio per la Pace, Centro Culturale di Tassignano
IL PRODUTTORE
Iyad Samoudi, il produttore esecutivo di Jenin Jenin, è stato
ucciso a soli 25 anni dall' esercito israeliano il 23 giugno 2002 durante
un sopralluogo.
Sposato alcuni mesi prima, Iyad aveva visto Bakri recitare in uno dei suoi
film e l'aveva dunque ricercato.
Jenin Jenin è dedicato a lui, che non ha nemmeno avuto l'opportunità di
vedere montato questo documentario.
IL REGISTA
Mohammad Bakri è nato in un villaggio della Galilea
50 anni fa. Laureto in letteratura araba all'Università di Tel
Aviv, è attore di teatro e di cinema, produttore e regista.
E' la faccia di Nazim, il mendicante musulmano de 'La masseria delle Allodole'
e apprezzato interprete di 'Private' di Saverio Costanzo.
Come regista ha girato anche '1948', dedicato alla memoria della Nakba,
la Catastrofe, che colpì il popolo palestinese all’indomani
della proclamazione dello Stato sionista.