Nessuna violenza a Genova 2007, questo è l'evento.
Consueti balletti di cifre sulle adesioni, solite rappresentazioni naïf dei media; intanto un corteo ha sfilato pacificamente attraverso la città.
I reduci del 2001 non si sono lasciati invadere dalla paura della repressione; con loro in migliaia hanno raccolto la testimonianza e sfilano per la verità e la giustizia.
Magnificenti e deserte le strade di Genova finché i suoi abitanti sono dovuti uscire, attratti dal silenzio: niente sirene, non pale di elicotteri rasenti, non lanci di lacromigeni, non vetrine infrante.
Manifestare non è devastare, la pace non è un passamontagna nero.
NoTAV, movimento degli uomini casalinghi, Tavolo dell'acqua, ARCI, Rete Lilliput, anarchici, Comitato verità e giustizia, bandiere rosse, iride, il sorriso colorato dei clowns, le impronte di chi non ha contrassegni. Troppa umanità da includere in una categoria, troppo colorata per essere solo noglobal, solo 'contro'.
Don Andrea Gallo, Don Vitaliano, Haidi Giuliani: preti che invocano uno stato laico, madre in lutto che non manca mai di sorridere.
Lontano dal corteo una postazione di poche camionette delle forze dell'ordine.
'Scusi, può dirmi se sono accaduti incidenti?'
'No, non è successo niente né a voi né a noi'.
Mi sta dicendo di due fronti, ma finalmente non contrapposti. Poi un sorriso reciproco - liberatorio - e un abbraccio.