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Osservatorio per la Pace
Franco Fracassi e Giulietto Chiesa presentano ZERO-Inchiesta sull’11 settembre
Nella foto: Il sindaco di Capannori Giorgio Del Ghingaro con Giulietto Chiesa e Franco Fracassi.

Il sindaco di Capannori Del Ghingaro con Giulietto Chiesa e Franco Fracassi Oltre 500 persone ad accogliere Franco Fracassi e Giulietto Chiesa alla presentazione del progetto ZERO –Investigation on 9.11. Gente molto diversa che suggerisce la voglia di ascoltare qualcosa che abbia la forza dell’inchiesta.

Si trattava dell’ultimo appuntamento della rassegna di video-informazione FuoriFrequenza organizzata dal collettivo Lu_cia, dall’Osservatorio per la Pace del Comune di Capannori e dall’Associazione I Raggi di Belen di Stazzema.

Venerdì 28 settembre a Capannori si è andati a conoscere un film - ZERO - che è un laboratorio di democrazia della comunicazione, realizzato con il finanziamento di migliaia cittadini che ne hanno potuto acquistare le quote e divenire coproduttori e protagonisti.

Il Comune di Capannori è tra questi; è anzi l’unico Comune in Italia ad aver finanziato il progetto.
Un sentito ringraziamento degli autori e l’applauso del pubblico sono andati al Sindaco Giorgio Del Ghingaro, presente alla serata insieme agli assessori Luca Menesini, Luciana Baroni e Alessio Ciacci.

Cosa è successo l’11 settembre 2001?
Quel giorno di sei anni fa ha cambiato le sorti del mondo eppure non sappiamo altro se non quello che abbiamo visto. Ma cosa realmente abbiamo visto?
È questo l’oggetto della serata, aperta da Franco Fracassi - autore e regista di ZERO - che racconta come sia nato fattivamente questo progetto e come si sia evoluto in virtù della voglia di raccontarsi di chi, pur essendo informato dei fatti, non era mai stato ascoltato.
E’ così che la sua stanza d’albergo, adibita a set durante le prime indagini condotte a Newyork, divenne meta di lunghe code di esperti e testimoni diretti, determinati a dare la loro testimonianza come personale contributo alla verità.
ZERO è andato alla fonte per ricostruire ciò che accadde l’11 settembre con gli occhi di chi c’era, con le informazioni di chi sapeva. E lo ha fatto con metodo rigoroso e scientifico ma anche con un approccio didattico, in modo che ogni pubblico possa capire.

Diversi minuti del film sono proiettati con l’introduzione e il commento del regista e con il fuoriprogramma di un’intervista inedita, montata per l’occasione dal Collettivo Lu_cia.
Fracassi approfondisce la dinamica dei fatti e la loro ricostruzione ufficiale: dai vertici della difesa, nessuno dei quali è stato indagato o rimosso, ai presunti esecutori della strage, dichiaratisi in vita dopo l’11 settembre ma tuttora indicati dall’FBI come i dirottatori degli aerei, all’enorme flusso di denaro proveniente dall’Arabia saudita e dal Pakistan, per finanziare l’operazione.

Il documentario non vuole raccontare la propria verità sul crollo delle torri né offre risposte ma vuole stabilire un’evidenza: il fatto che il racconto dell’11 settembre, così come lo conosciamo, non corrisponde a verità. Non sappiamo cosa accadde l’11 settembre - precisa il coautore Giulietto Chiesa - ma abbiamo raccolto le prove della falsità della versione ufficiale.
Tra le molte sollecitazioni, Chiesa cita l’archivio dell’FBI nel quale Bin Laden risulta non indagato per le stragi dell’11 settembre poiché – è la stessa FBI a dichiararlo – non esiste alcun elemento che lo colleghi ai fatti.
E ancora: la distruzione delle torri gemelle il cui ingegnere testimonia - e dimostra - di aver progettato i grattacieli affinché resistessero all’impatto di aerei 4 volte più potenti di quelli utilizzati. Impossibile anche la riduzione a polvere delle migliaia di travi d’acciaio la cui fusione richiederebbe temperature ben più elevate di quelle raggiungibili dal carburante degli aerei.
Chiesa approfondisce anche la posizione dell’amministrazione statunitense che, immediatamente dopo i fatti, dichiarò per bocca di Condoleezza Rice non esservi alcun elemento che lasciasse prevedere gli attacchi. La stessa mattina dell’11 settembre però - racconta Giulietto Chiesa - la difesa americana aveva condotto esercitazioni relative a possibili attacchi terroristici di edifici strategici mediante aerei.

Parlare dell’11 settembre a 6 anni di distanza è un’operazione che rivendica verità e trasparenza quando imminente incombe su tutti noi la minaccia della guerra all’Iran per mano degli Stati Uniti con motivazioni altrettanto strumentali a quelle invocate per attaccare l’Afghanistan e l’Iraq. Una guerra già decisa - come dichiarato dal Consigliere per la sicurezza nazionale Zbigniew Brzezinski - che eviterà la disfatta dell’attacco frontale e si consumerà nel bombardamento aereo di 1200 obiettivi strategici, con esiti incomparabilmente più devastanti di quanto visto finora.

Quale possibilità di incidere per noi cittadini?
Fracassi e Chiesa incoraggiano a coinvolgere direttamente le istituzioni più prossime, come nello spirito e nella pratica dell’Osservatorio per la Pace del Comune di Capannori. E’ inoltre necessario creare le condizioni che favoriscano la partecipazione dei cittadini alla gestione dei beni comuni sostenendo il principio del diritto fondamentale ad un’informazione libera e plurale, gestita da media di proprietà collettiva.
Dagli autori di ZERO va infine il sostegno e l’apprezzamento al collettivo Lu_cia, ideatore del modello di rassegna FuoriFrequenza, che si propone come un’informazione sull’informazione per capire come viene creata la percezione della realtà attraverso i media ufficiali e offrire alternative dal basso.

Appuntamento dunque al 7 ottobre - Marcia della Pace Perugia-Assisi - per dire che “se sarà dichiarata guerra all’Iran l’Italia non ci starà”.

Grazie di cuore a Franco Fracassi e Giulietto Chiesa per il loro contributo rigoroso, lucido, coraggioso.

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