

Un insolito romanzo umoristico ambientato nel mondo della carta igienica
La copertina del libro
Verrà presentato sabato 2 febbraio alle ore 16.30 presso la sala
della circoscrizione 1 in via Paolinelli a Marlia il romanzo breve intitolato La
vera storia di Roberto P, collaudatore di carta igienica di Enrico
Linaria (Edizioni dell’Aurora, Verona, 2007). Saranno presenti,
oltre all’autore, Luciana Baroni, assessore alla cultura, Luciano
Luciani, coordinatore di Capannori Trentanni, il poeta
di vernacolo lucchese Domenico Bertuccelli in arte Gavorchio,
che presenterà l’incontro e Simona Bottiglioni,
che leggerà alcuni passi del libro. La presentazione si inserisce
nell’ambito dei festeggiamenti di Capannori Trentanni organizzati
dal Comune di Capannori per celebrare il trentennale dello spostamento del
palazzo comunale da Lucca a Capannori e del CarnevalMarlia.
La vicenda di questa “storia senza veli” si svolge a Porcari (“patria” della
carta igienica) e nelle zone limitrofe, dalle Pizzorne a Segromigno nel
comune di Capannori, ma anche a Marina di Pisa,
a Montecatini e a Paganico, nel grossetano,
ed è incentrato sulle vicissitudini piuttosto comiche di questo strano
professionista della carta, per metà Fantozzi e per metà personaggio
kafkiano, che lavora alla Soft Clean.
L’autore, Enrico Linaria, è – come si legge sul risvolto
di copertina – il “nom de plume di un tipo nato in Maremma (da
genitori lucchesi) nel 1953 e da decenni trapiantato nel Nord Italia”.
Il libro (le cui pagine sciorinano un corredo di illustrazioni a base di
water, carte igieniche, scopini, fotogrammi cinematografici e altre immagini
intercalate alla scrittura) fa pensare a molti ascendenti, talvolta anche
esplicitamente richiamati dall’autore: il rivalutato e divertente cinema trash “capitanato” da
Banfi, Vitali e Montagnani, i quiz televisivi dell’ultimo decennio
(è il caso di Ok il prezzo è giusto che ritroviamo
parafrasato in Ok il peso è giusto riferito inevitabilmente
a quella cosa che non sta bene nominare), le trovate “fregasoldi” come Gratta
e vinci che nel libro ispirano (riferito ovviamente alla carta igienica)
uno Srotola e vinci.
Tutto questo con uno humour virato nel segno di uno straniamento, di una
iper-realtà tanto rimarcata da diventare inquietantemente surreale
e da possedere l’energia di uno smascheramento di tanti aspetti infelici
del nostro presente. Può venire in mente anche qualche precedente
più lontano o meno diretto: forse il Marcovaldo di Calvino,
con quello straniato modo di vivere le sue amare avventure in città.
Forse addirittura il Vitangelo Moscarda di Uno, nessuno,
centomila di Pirandello con quel finale estraniarsi
da tutto e da tutti, simile a Roberto P che, nell’ultimo capitolo di
questo libro, molla famiglia, lavoro, colleghi della Soft Clean (che intanto
ha chiuso i battenti per trasferirsi in Uzbekistan) e, in una notte stellata,
si isola su un prato deserto e qui, dopo aver pestato e ripestato, nel buio,
una bella cacatona, dice tra sé sorridente – emulando Zorba
il greco – “Chi se ne frega!” e manda tutti a quel paese.
Capannori, 31 gennaio 2008