

Il prossimo aprile nell’ambito delle celebrazioni per la Liberazione
Il Comune intitolerà a Enzo Landucci, caduto il 10 dicembre 1944
all’età di 21 anni a Molazzana, la piazzetta di via Liliano
Paolinelli a Marlia, situata di fronte alla banca.
L’intitolazione di strade, piazze e luoghi particolari del territorio
a cittadini e personaggi capannoresi di cui si ritiene importante mantenere
viva la memoria rientra nel Progetto ’Capannori Trentanni” promosso
dall’amministrazione comunale per celebrare i 30 anni dello spostamento
della sede del Comune da Lucca a Capannori.
Dopo l’intitolazione della piazza lungo via del Popolo a Capannori
a Don Cesare Stefani, dello stadio di Capannori a Matteo Bertuccelli, il
giovane di Lappato tragicamente scomparso lo scorso 22 gennaio, e della piazzetta di
Castelvecchio di Compito alla ‘Signorina Gina’, la maestra Gina
Marchetti, adesso il Comune di Capannori accoglie e condivide la richiesta
dei parenti di Landucci e il prossimo aprile in occasione delle celebrazioni
per la Festa della Liberazione intitolerà la piazzetta di Marlia
a Enzo Landucci.
Enzo Landucci perito durante la guerra di Liberazione,
era nato nel 1923 ed era il primogenito della sua famiglia. Enzo, nonostante
le poche disponibilità economiche, ebbe la fortuna di frequentare
l’Istituto Artigianelli e di ottenere il diploma di elettricista, che
gli permise di trovare un lavoro in una ditta di Porta Elisa a Lucca.
Nonostante a 16 anni si fosse iscritto alla Gioventù Italiana
del Littorio successivamente maturò un’avversione verso
il partito fascista.
Con l’entrata in guerra dell’Italia nel giugno 1940 non presentò domanda
per andare volontario nella milizia. Nel ’42 fu assegnato all’aeronautica nella
sede di Roma.
Quando arrivò l’8 settembre riuscì a nascondersi
e a sfuggire ai rastrellamenti tedeschi e nell’ottobre ’43
rientrò in famiglia. Il paese di Marlia era tappezzato di manifesti
che avvisavano di presentarsi al presidio militare per la costituzione della
Repubblica di Salò. Enzo non si presentò e si recò a
Bagni di Lucca dove si unì ad una formazione partigiana in una zona
dove operava il fantomatico Pippo (Manrico Ducceschi). Enzo poi si unì agli
alleati americani. Fu ferito mortalmente a Molazzana il 10 dicembre 1944
in seguito ad un conflitto a fuoco. Portava con sè una scatoletta
con una medaglia della Madonna di Montenero dove finì una scheggia
della granata che lo colpì. Sulla scatoletta c’è ancora
il suo sangue ed è stata donata al Museo Storico della Resistenza.
Capannori, 14 gennaio 2008