La proposta del sindaco Giorgio Del Ghingaro
“REALIZZIAMO UN PIANO STRUTTURALE COORDINATO DELLA PIANA PER RISOLVERE LE PROBLEMATICHE D’INTERESSE INTERCOMUNALE”
Si tratta di uno strumento urbanistico capace di progettare uno sviluppo complessivo della Piana, individuandone i punti di forza e le criticità

Un piano strutturale coordinato della Piana per dotare gli amministratori dei Comuni di Lucca, Capannori, Altopascio, Porcari, Montecarlo e Villa Basilica di uno strumento di conoscenza e progettazione territoriale intercomunale che, in tema di sviluppo, sappia raccogliere le sfide di lungimiranza politica prodotte dalla modernità, trasformandole in una programmazione urbanistica qualificante del comprensorio.
E’ questa la proposta contenuta nella lettera che il sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghingaro ha inviato ai sindaci di Lucca, di Altopascio, di Porcari, di Montecarlo, di Villa Basilica e, per conoscenza, all’assessore regionale all’urbanistica Riccardo Conti e al presidente della Provincia Stefano Baccelli e i cui contenuti sono stati esposti questa mattina (sabato 20 dicembre) da Del Ghingaro nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nel palazzo comunale.
L’obiettivo del primo cittadino di Capannori è di avviare un confronto trasversale fra le amministrazione della Piana, indipendentemente dalla loro appartenenza politica. Partendo dall’analisi delle potenzialità di crescita socio-economica e dalle criticità esistenti a livello comprensoriale, difficilmente frammentabili all’interno dei confini geopolitici dei Comuni, Del Ghingaro suggerisce di realizzare uno strumento urbanistico sovraordinato, che fornisca agli amministratori locali una linea programmatica di sviluppo della Piana. In tema di infrastrutture, questione prioritaria e ancora aperta, ad esempio, ritiene che la riflessione debba iniziare dalle opere esistenti per poi scegliere, e indicare in una cartografia intercomunale, quali eliminare, quali migliorare e quali realizzare ex novo.
“Il progresso produttivo e sociale che ha interessato la Piana di Lucca – ha spiegato Del Ghingaro – ci richiede, in qualità di sindaci, una sempre maggiore responsabilità delle scelte in campo urbanistico per sostenere lo sviluppo del comparto produttivo e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Sono già capitate in passato occasioni in cui io e gli altri sindaci abbiamo ritenuto opportuno convergere su soluzioni comuni in merito a questioni di rilevanza intercomunale, come ad esempio le infrastrutture. Momenti di confronto che non sono mai stati tradotti in un progetto più strutturato, che consideri i Comuni della Piana come un’unica entità territoriale, pur nel rispetto delle differenze amministrative, sociali, economiche, storiche che, nonostante le comunanze, sussistono. Il piano strutturale coordinato della Piana può rappresentare lo strumento urbanistico che ci permetterà di tradurre in fatti le scelte di una politica co-gestita sulle problematiche intercomunali che penalizzano i nostri territori, impedendo loro uno sviluppo sostenibile. Cominciando un’analisi dalle moderne infrastrutture realizzate di recente, come il casello autostradale del Frizzone, e dai suoi effetti benefici sul traffico nella Piana, potremo compiere una progettazione articolata e qualificata del comprensorio, che non sarà il risultato della somma dei singoli piani strutturali comunali. Un percorso intercomunale che, inoltre, non comporterà alcuna riduzione dell’autonomia dei singoli Comuni: ad ogni amministrazione rimarrà la facoltà di decidere autonomamente per il territorio di competenza”.
Se il piano strutturale coordinato rappresenta un’assoluta novità nella provincia di Lucca, diversa è la situazione nella regione. Questo strumento urbanistico, infatti, è già stato adottato dai Comuni di Campiglia Marittima, Piombino, San Vincenzo, Sassetta e Suvereto, riuniti nel Circondario della Val di Cornia nel 2001, e dai Comuni di Pitigliano, Castell’Azzara e Sorano nel 2004.
Gli obiettivi del piano strutturale coordinato. Nel piano strutturale coordinato, in primo luogo, dovrà comparire una dotazione infrastrutturale avanzata di trasporto, mobilità e comunicazione. Dovranno essere operate scelte di viabilità, adeguate e dimensionate sia alla logica di comprensorio della Piana di Lucca, sia alla logica comunale. I Comuni di Lucca, Capannori, Altopascio, Porcari, Montecarlo e Villa Basilica saranno infatti chiamati a un confronto - con l’obiettivo di migliorare la vivibilità della Piana e la realizzazione di una rete di supporto sostenibile per la competitività produttiva - sulle infrastrutture viarie e ferroviarie d’interesse intercomunale. Questione che, peraltro, è attualmente oggetto di un dibattito suscitato dalle proposte della Provincia. Seguendo la logica progettuale del Piano Strutturale Coordinato, perché l’analisi percorra la strada della sostenibilità dovrà cominciare dagli effetti prodotti sul traffico dalle nuove e moderne infrastrutture realizzate, come il casello autostradale del Frizzone. Dopodiché, mettendo in relazione il quadro conoscitivo, insediativo e di sviluppo di ogni singolo Comune della Piana, i sindaci potranno progettare soluzioni qualificate e sostenibili alle problematiche intercomunali.
Ad esempio, nella variante al regolamento urbanistico che a breve sarà discussa dal consiglio comunale di Capannori sono presenti situazioni di infrastrutture d’interesse comprensoriale: il casello autostradale del Frizzone, aperto nel luglio del 2008, è un’infrastruttura che richiede, per la massima funzionalità, la realizzazione di un nuovo tratto di viabilità in via del Rogio, e a margine dell’area P.I.P. di Carraia; la realizzazione del nuovo scalo merci, dei raccordi ferroviari diretti alle imprese presenti nell’area.
Alla progettazione di scelte urbanistiche sostenibili in materia di infrastrutture, inoltre, potrebbe conseguire un potenziamento dell’intera Piana nel settore turistico, per sviluppare un turismo localizzato, di sostegno a quello di Lucca, e non soltanto marginale o di passaggio. I comuni di Capannori, Altopascio, Porcari, Montecarlo e Villa Basilica, una volta adottato il piano strutturale coordinato della Piana, potrebbero infatti coordinarsi anche nelle strategie per la valorizzazione delle loro storie con la messa in vetrina dei reperti archeologici, dei prodotti eno-gastronomici, delle ville storiche e dei paesaggi unici che caratterizzano gran parte dei territori.
Capannori, 20 Dicembre 2008

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