

Nella notte tra mercoledì 21 e giovedì 22 agosto la statua di Garibaldi posta sulla rotonda di via del Casalino è stata imbrattata con una svastica e una croce celtica. L’amministrazione comunale appena venuta a conoscenza del grave atto vandalico lo ha denunciato alle autorità competenti.
“Si tratta di un episodio gravissimo – dichiara il sindaco, Giorgio Del Ghingaro – da condannare con fermezza. Apporre simboli di estrema destra, che richiamano valori inneggianti all’antidemocrazia e all’intolleranza su un monumento che invece è simbolo di democrazia e dei più alti valori del Risorgimento che hanno fatto l’Unità d’Italia, è un segno davvero preoccupante per le istituzioni e per la comunità capannorese tutta. Questi gesti offendono la memoria di tutti i capannoresi, violentano un’opera d’arte e feriscono la dignità di un’intera comunità. Capannori rifiuta questa vergogna e reagirà con la condanna e con la proposta. Stiamo già pensando come dare risposte di pace ai violenti, risposte che saranno più forti di ogni provocazione”.
La statua di Garibaldi è stata realizzata dallo scultore capannorese Simone Gelli e Capannori è stato l’unico comune italiano a celebrare il Bicentenario della nascita dell’eroe dei due monti realizzando un monumento in suo onore. L’inaugurazione del monumento equestre è avvenuta sabato 14 luglio con una grande e partecipata festa popolare che ha visto anche la partecipazione di importanti rappresentanti delle istituzioni, tra cui, il sottosegretario ai beni culturali e presidente del Comitato per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi , Andrea Marcucci, Umberto Sereni, sindaco di Barga e Ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Udine, Filippo Marchini, presidente Associazioni d’Arma di Lucca, Carlo Bartoletto, presidente nazionale dei Garibaldini.
Che per certa gente Garibaldi possa rappresentare un simbolo da spregiare non meraviglia: è roba vecchia. Che per i nemici di un’Italia libera e indipendente, democratica e civile, Garibaldi ha sempre rappresentato un bersaglio, sul quale sfogare la propria mediocrità è risaputo. Il fatto è che Garibaldi resta e alla fine da questi insulti ci guadagna. I simboli di morte con cui è stata imbrattata la sua statua non annullano il simbolo della vita rappresentato da Garibaldi nel quale si riconoscono tutti coloro che vogliono un’Italia grande, democratica e giusta.
Capannori, 23 agosto 2007