Come ogni anno in questa stagione, le nostre colline ci regalano uno dei migliori oli di oliva prodotti in Italia. L'olio delle Colline Lucchesi (a cui quelle del Capannorese danno un significativo contributo) si è da tempo ritagliato una speciale menzione per le caratteristiche qualitative che lo distinguono da quello più genericamente denominato “Toscano”.
Si tratta di un olio extravergine unico, infatti, per la perfezione del sapore, del colore e complessivamente dell'aroma, un prodotto per cui è stata presentata già nel 1999, in sede CEE, la domanda per il riconoscimento della “Denominazione di Origine Protetta” (DOP).
I Frantoi locali, in questi giorni, stanno svolgendo il loro lavoro a pieno regime, per far fronte all'arrivo di tutti quei coltivatori che stanno effettuando l'operazione della “raccolta” sul tutto il territorio.

Tra le tante persone impegnate nella tradizionale raccolta delle olive, c'è anche una simpatica famiglia proveniente dalla Baviera e venuta nel Compitese, a prestare il proprio aiuto presso un secolare uliveto di proprietà di amici, che si estende appena sotto il cucuzzolo di S. Ginese
La loro presenza nel periodo della raccolta non è più da considerarsi una novità e questo rende la notizia ancora più singolare, perchè i Signori Dankemeyer ogni anno, da ormai otto anni, puntualmente, vengono fino qui sulle colline di Capannori, terra di cui sono letteralmente innamorati, per prendere parte alla raccolta delle olive e assistere affascinati all'operazione della prima frangitura. Per Thomas e Annette, il tuffo nella tradizione contadina, che si rinnova ogni autunno sulle nostre colline, è un'esperienza irrinunciabile e ripeterla, per di più, in un così antico uliveto, ha un fascino tutto particolare, quasi magico e lontanissimo dal loro quotidiano. I due coniugi, da sempre seguiti dai figli di 8 e 10 anni, si godono così una vacanza attiva, vissuta a pieno contatto con la natura, dalla quale tornano a casa con tanti bei ricordi e qualche bottiglia d'olio, da gustare e da far assaggiare agli amici. Chissà che questa singolare esperienza non possa essere seguita da altri in futuro, creando un flusso di turismo alternativo verso il nostro Comune, un turismo non invasivo, utile e perfettamente integrato con il territorio.