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Made in Japan

Nella foto: Black in concerto

Black in concerto Da occidentali, ci capita spesso di pensare ai Giapponesi come un popolo rigorosamente legato ad una educazione comportamentale fatta di regole ferree e a gente di grande capacità lavorativa e di estrema applicazione professionale. Conosciamo anche  la loro profonda spiritualità, l'immenso senso dell'onore e il fortissimo attaccamento alle proprie radici culturali.
Inquadrare però, il carattere degli abitanti di un Paese  in questo modo è senza dubbio  riduttivo, come è vero che sia scarso il nostro vocabolario giapponese, limitato  alle sole parole “banzai” “sayonara” e “arigatò”, o poco più, che dimostra quanta della loro immagine ci sia pervenuta da un certo tipo di cinema. Un po' come quando a noi italiani ci identificano all'estero con le parole pizza, spaghetti, mandolino e , purtroppo, mafia. Stiamo parlando invece di un popolo che ci ha saputo conquistare in campi dove la fantasia è protagonista, come il cinema di animazione (Anime), il fumetto (Manga), i videogames e la raffinata cucina. Ogni nostro contatto con quella cultura risulta sempre, ai nostri occhi, sorprendente.
La loro proverbiale gentilezza, per esempio, è tale da imbarazzarci e non parliamo solo dei cerimoniali, ma del profondo senso dell'ospitalità che sanno esprimere. Questo per noi occidentali è estremamente spiazzante, ormai talmente rigidi e ingessati nei nostri rapporti interpersonali che dispensiamo saluti con il contagocce e arriviamo perfino a guardare con sospetto chi ci chiede scusa per un qualsiasi motivo. 
In questo week end  Compitese, tinto dai colori delle Camelie e scaldato da un generoso sole che sicuramente i sudditi di Sua Altezza Imperiale l'Imperatore Akihito avranno apprezzato, la loro preziosa presenza non poteva passare inosservata (come sempre del resto, accade da diversi anni).

Il gruppo

Il gruppo Ricordiamo con simpatia particolare, uno degli esponenti più in vista della delegazione nipponica,  appassionatissimo di fotografia, che ci dava la caccia per vedere i modelli e le marche delle nostre attrezzature video e fotografiche, per tornarsene sorridente e giustamente trionfante sui propri passi dopo aver accertato essere tutta roba rigorosamente “made in Japan”. Le donne invece, erano più riservate come da tradizione, pronte a dispensare i modi e i sorrisi gradevoli che ti aspetti, salvo poi divertirsi come pazze, ma esprimendolo sempre in modo misurato, quando invitavano i presenti a imitare le loro gestualità rituali della preparazione del tè, che ovviamente venivano riprodotte dai malcapitati volontari in modo goffo e improbabile. Ma l'incontro che ci ha sorpreso di più è stato un altro. Dopo essersi gentilmente prestato per una breve intervista, il capo-gruppo Tanimoto Kotaro, per inciso, vice presidente della “JapanTea Exporters' Assn.”di  Shizuoka, ci ha offerto un suo biglietto da visita che ci ha colpito per la stravagante somiglianza ad una carta da gioco “yu-gi-oh!”, cosa che gli abbiamo subito fatto notare scatenando l'ilarità dei suoi connazionali presenti. Le risate degli altri componenti della delegazione erano dovute al fatto che l'immagine raffigurata su quel biglietto, una specie di Power Ranger di antica memoria, con tanto di tuta nera e intento nel brandire una chitarra-basso, altri non era che proprio il signor Tanimoto.
Solo il pizzetto grigio tradiva l'identità di quell'uomo mascherato, evidentemente  membro di un gruppo musicale giapponese. Fiero della sua attività artistica si è poi affrettato a fornirci un secondo biglietto che riproduceva l'immagine ufficiale della  band che ha orgogliosamente definito come il  gruppo in cui suonava.
Fantastico, questo signore, così compunto e professionale, che poi la sera e nei giorni di festa, una volta esaurito con serietà il personale compito lavorativo, dismette le vesti da alto funzionario di un'importante organizzazione per travestirsi da super eroe armato di basso elettrico e suonare in pubblico e perfino in televisione. Quanti italiani o europei, nella sua posizione lo farebbero?

Tanimoto (Black) versione disegno.

Tanimoto (Black) versione disegno.Una volta tornati al nostro PC abbiamo digitato l'indirizzo internet che era riportato sul biglietto http://sumpranger.web.infoseek.co.jp.  Vi consigliamo di visitare il sito.
Il Signor Tanimoto Tokaro è quello tutto in nero che si fà chiamare “Black”. La Band suona un rock piacevole che a noi a tratti ricorda, ovviamente, le sigle di alcune famose animazioni giapponesi. Navigando un po' alla cieca tra i caratteri, per noi, incomprensibili dell'alfabeto nipponico, abbiamo individuato un pezzo dal vivo che ci è piaciuto più degli altri e in cui, anche se non avete l'orecchio particolarmente allenato, potrete distinguere il ”basso” del signor Tanimoto, che se la cava davvero bene.
Lo potete ascoltare qui. Gente fantastica, questi giapponesi, lontani dagli stereotipi che gli vengono cuciti addosso. Loro lavorano e poi giocano, e lo sanno fare con ordine.
Da noi non si capisce bene quando debba finire uno e cominciare l'altro, o meglio, le due cose sono troppo spesso contemporanee, con i risultati che conosciamo bene.
Attendiamo la prossima visita della delegazione Giapponese, nel 2008 per la XIX mostra delle Antiche Camelie della Lucchesia, sperando che Mr. Tanimoto tra una “Camellia Sinensis” e una tazza di tè verde ci delizi anche con qualche “giro” di basso...
Intanto per chi conosce l'inglese, invitiamo alla lettura di un interessante articolo sul tè e sulla sua commercializzazione proprio del signor Tanimoto Kotaro che abbiamo scovato in un blog. Lo potete trovare qui:

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