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Intervista a Simone Gelli

Simone Gelli1)  Simone Gelli, scultore per vocazione ma anche per una scommessa personale, raccontaci  perché.
Tutto ha inizio come una sfida personale, perché uscito dall'accademia, dove l'esperienza non è stata completamente esaustiva e visto il sacrificio sostenuto per portare avanti gli studi, avendo frequentato già sposato e con figli, ho avvertito comunque forte in me, il desiderio e la necessità di parlare questa dialettica universale.
In fondo , non e' stato altro che tentare la via per cui avevo studiato, dare un senso a tutti i miei sacrifici e alle mie aspirazioni come è logico faccia , per esempio chi ha studiato per diventare medico, avvocato, elettricista ecc...
Per questo mi sono rinchiuso nel mio piccolo studiolo, ed ho iniziato a cercare forme, motivi, poetiche, per soddisfare la mia rabbia, riempire e occupare spazi tridimensionali, esprimermi con  movimenti linee e volumi pieni e vuoti, e così lentamente, ma nemmeno poi tanto, ha avuto inizio questa storia che mi ha spinto a osare e a mettere sempre più in gioco me stesso, fino a questa splendida e gratificante esperienza.

2) Cosa significa per te aver realizzato un'opera pubblica importante a 35 anni. Lo trovi già un significativo successo, un primo punto di arrivo o forse  un autentico punto di partenza?

Realizzare un sogno! Devo dire che il giorno dopo la manifestazione inaugurale del monumento a Garibaldi, appena ripreso dalla grande emozione, mi sono chiesto..adesso che faccio? Questo per dire che intendere la scultura non ha mai punti di arrivo ma nuove partenze, ogni giorno è un nuovo inizio e una nuova sfida, ogni opera ha l'impegno di migliorare le altre, per sviluppare sempre più la propria capacità comunicativa

3) Il cemento sembra un materiale in qualche modo a te congeniale. Lo hai preferito subito ad altri per le sue peculiarità, o agli inizi del tuo percorso artistico lo hai scelto per il suo basso costo e la facile reperibilità?

Direi che la domanda in qualche modo, racchiude buona parte della risposta.
Io nasco come uno scultore che intende l'opera nel mettere e non nel fare soverchio, quindi la mia finalità sublime è il bronzo, ma i costi risultano molto alti e per questo il cemento è divenuto il mio materiale signore. Ho avuto occasione di realizzare anche opere in bronzo, ma solamente su commissione. Da ormai due anni, le mie sculture più grandi le penso e realizzo in cemento, la qual cosa permetterebbe poi, eventualmente, di essere trasformate in bronzi in un secondo momento
Comunque tra i materiali che piacevolmente adopero ci sono anche gessi (con cui ho realizzato il bozzetto per Garibaldi) e terrecotte.

4) Il Garibaldi è stato realizzato con una particolare mescola di cemento, puoi dirci come l'hai ottenuta e se e' frutto di consigli o di prove realizzate personalmente da te?

Simone Gelli a LavoroNasce dalla mia esperienza, l'aggiunta della povere di marmo e della graniglia nel cemento 3.25  è stata dettata dalla necessità si avere una superficie completamente bianca ma anche per accentuare la tenuta nel tempo.
Questa particolare miscela veniva usata già negli anni settanta in edilizia, tanto che le facciate delle case fatte in quel periodo sono ancora intatte, risultano solamente annerite dal tempo, un agente che non risparmia nemmeno materiali più nobili come il marmo.
La scelta e la lavorazione delle stesse componenti strutturali, necessarie alla realizzazione di questo genere di opere, come ferro e la rete metallica, sono anch'esse figlie dalla mia esperienza.

5) Perché Garibaldi? Come è nata questa cosa? Un tuo pallino, un incontro casuale o magari una  commissione che hai gradito ed accettato con entusiasmo?

Si è trattato di una commissione da parte della Giunta Comunale di Capannori, legata proprio alla ricorrenza del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi.
Il Comune di Capannori, attraverso l'attuale Amministrazione, ha espresso in più occasione il desiderio, la volontà, e secondo me, la giusta necessità, di mettere in evidenza gli artisti locali, con un occhio di riguardo a quelli giovani e meno celebrati
In più occasioni, alcuni Assessori e lo stesso Sindaco hanno visitato mie esposizioni personali allestite sul territorio, come  in occasione del Carnevalmarlia, dove ho realizzato una scultura che ho donato al rione vincitore delle sfilate dei carri.
Evidentemente i miei lavori sono piaciuti e questo ha fatto si che mi sia stata proposta la realizzazione dell'opera dedicata a Garibaldi. La cosa mi ha da subito inorgoglito visto il soggetto: l' uomo dei “Due Mondi”. Mi son gettato con entusiasmo sul progetto e dopo aver realizzato sei bozzetti sono arrivato a quello definitivo che è piaciuto da subito.

6) Una domanda a cui gli tutti Artisti rispondono sempre malvolentieri, ma che alla fine viene spontaneo rivolgerti : a chi ti ispiri o comunque qual'è la figura artistica che più ha influenzato il modo di esprimerti con il linguaggio della scultura?
 
Trovo impossibile che gli artisti in senso generale non traggano ispirazioni da altri artisti, basti pensare a Rodin profondo ammiratore di Michelangelo o Niki de Saint Phalle profondamente ammaliata dal grande Gaudì
Non posso dire di avere uno scultore al quale mi ispiro direttamente, ma amo tutto il novecento. Non si può non citare Manzù, Marini, Minguzzi ed un Certo Vangi che reputo tra i più grandi dei contemporanei ancora in vita.

7) La tua prossima sfida artistico-professionale?
 
Beh, difficile, adesso sono già impegnato con mia moglie alla realizzazione di una scenografia sul tema del riciclaggio (“Il quaderno di Gigi”) un progetto rivolto ai bambini e che girerà per le scuole d'Italia.
Di certo la mia scultura non è finita, oltre ad alcuni contatti che già ho per allestire personali,
mi piacerebbe molto creare eventi, esperienze  con altri artisti, magari a tema.
Questa è un cosa in cui credo molto e che ho già sperimentato in altre occasioni
E' vero che gli artisti, per antonomasia, sono navigatori solitari, ma credo che l'unione in questo momento storico sia fondamentale e che proprio lo spingere verso un unico obbiettivo sia la strategia vincente per dare forza a i messaggi da lanciare.

8) Lasci la rotatoria di Capannori dove hai vissuto un'esperienza artistica e insieme  umana forse irripetibile,  Cosa conserverai di questi giorni passati tra sole e cemento?

Un ricordo fantastico,un sapore unico, aver interagito con l'esterno tra  saluti affettuosi, critiche  talvolta severe, le perplessità, le domande, i commenti, le congratulazioni......un insieme di cose e situazioni che ha reso giorno dopo giorno tutto più speciale, sorprendente e inaspettato, facendomi sentire sempre più adottato dalla gente di Capannori.
E poi quel recinto che mattina dopo mattina diveniva sempre più magico e surreale, fino al momento che è stato abbattuto, lasciandomi forti sensazioni , perfino di commozione, perchè sono riuscito a condurre in porto la mia piccola grande barca.
Non posso certo nascondere le difficoltà ambientali, il “monta e  scendi”, il maneggiare il ferro, saldare, molare, togliere, mettere ed impastare, insomma una fatica che mi ha fatto sentire veramente vincitore di questa autentica e affascinante sfida.

9) Hai a disposizione un ringraziamento e una dedica, a chi li rivolgi?

Sicuramente come già ho detto all'Amministrazione del Comune di Capannori per avermi concesso questa immensa opportunità e voglio ribadire  che realizzare un'opera monumentale pubblica è l'obiettivo professionale di ogni scultore. 
Devo ringraziare anche tutti coloro che in questi anni hanno creduto in me e mi hanno dato la possibilità di esprimere la mia folle poesia tridimensionale.

emme/esse_capannorieventi

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