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Crocifisso di Pegonzi al cimitero di Lunata
Il nuovo crocifisso nel cimitero di Lunata

Crocifisso di Pegonzi al cimitero di LunataNella nuova ala del Cimitero di Lunata, sulla via Pesciatina, è stata presentata  un'Opera del Maestro Franco Pegonzi, un Crocefisso in tondini di ferro ferro su base di pietra di Matraia. La scultura, alta complessivamente 5,1 metri e dal peso di 10 q.li è stata illustrata alla stampa dallo stesso Autore, alla presenza del Sindaco Giorgio Del Ghingaro e di Don Franco Cerri. Riportiamo a seguire un nostro filmato sulla notizia, alcune immagini fotografiche e due note sull'Opera, una redatta dal Maestro stesso e una del Parroco di Lunata. Inaugurazione ufficiale domani (sabato 3 febbraio ore 16:00).


Note tecniche fornite dall'autore

Il crocifisso nel cimitero di Lunata è un’opera in ferro alta complessivamente mt 5,10. È composta da una base, monoblocco in pietra di Matraia alto cm 60 pesante 10 q.li, sormontata da una longherina in ferro di Mt 4,50rappresentante il tronco dell’albero (la croce) di colore marrone chiaro, e da una lamiera leggermente ondulata di colore azzurro che rappresenta lo spazio celeste. La figura del Cristo, di colore viola, è creata con tondini in ferro che compongono l’anatomia del corpo umano e lo rendono trasparente; le braccia proiettate verso l’alto annunciando la resurrezione dei morti. L’opera è stata realizzata nella Officina Del Tessandoro di Lunata.

Franco Pegonzi
Lunata 29/01/07

 

Il Crocefisso di Franco Pegonzi nel cimitero di Lunata
Rispettivamente da sinistra a desta: Il sindaco G. Del Ghingaro, Lo scultore F. Pegonzi, e il Parroco di Lunata F. Cerri.

Rispettivamente da sinistra a desta: Il sindaco G. Del Ghingaro, Lo scultore F. Pegonzi, e il Parroco di Lunata F. Cerri Un’autentica opera d’arte il crocefisso in ferro dello scultore Franco Pegonzi, che si eleva verso il cielo nel cimitero di Lunata, con le sue linee in movimento a ricordare che non dobbiamo cercare tra i morti il Cristo che è vivo, come annunciarono gli angeli dopo la Risurrezione.
Un Cristo crocefisso che dà l’impressione di andare in alto, con le braccia quasi fossero ali, per ricordare ai morti e a quanti nel tempo faranno visita al Cimitero che la morte non è l’ultima parola sull’uomo.
Si presenta così come un segno di speranza per tutti, cristiani e non.
Ma sono altamente interessanti ed espressivi i colori del crocefisso: il viola, l’azzurro e il marrone chiaro.
Il viola che dipinge la figura del Cristo crocefisso è un richiamo alla tristezza della morte, velata dall’attesa della gioia della Risurrezione, come dire: non tutto è finito.
E’ il coloro liturgico della Chiesa nel tempo della Quaresima, che segna la tristezza per la morte del Cristo, ma prepara l’attesa della Risurrezione, la vittoria della Vita sulla morte.
Il crocefisso poggia su un pannello di colore azzurro, il colore che richiama il cielo: è l’annuncio che la morte apre alla vita, nella notte è nascosta l’aurora, il tramonto non va verso il niente, ma si apre all’eternità.
Il colore marrone chiaro dell’asta sulla quale poggia il crocefisso richiama al legno della croce o meglio all’albero della Croce, con chiaro riferimento all’albero del Paradiso terrestre, che simbolicamente rappresenta la disobbedienza dell’umanità, e che produsse la morte, mentre l’albero della Croce ridona la Vita.
Un’opera che, con il suo indiscutibile valore artistico, mette ben in evidenza il messaggio cristiano della Croce, che invita tutti a guardare con speranza il futuro, nonostante la sofferenza e la morte. E di questa speranza ne abbiamo bisogno tutti.

Franco Cerri
Parroco di Lunata

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